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BRUTTEZZA/BELLEZZA

La mostra affronta il complesso rapporto tra Bello e Brutto tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento, mettendo in evidenza come queste due categorie, inscindibili fin dall’antichità, assumano nuovi significati nel contesto rinascimentale.

 

Se nel primo Rinascimento la Bellezza è ancora legata ai canoni matematici dell’ideale classico, la Bruttezza emerge come deviazione dal modello, spesso associata a una rappresentazione realistica della “vera Natura”.

Nel corso del Cinquecento, con il progressivo affrancarsi dell’Arte dai canoni e dalla mimesi naturale, l’Artificio diventa strumento creativo autonomo, capace di trasformare, correggere e persino deformare la Natura, generando nuove e molteplici forme di Bellezza e Bruttezza.

Il percorso espositivo, espone opere prestigiose di grandi maestri come Botticelli, Michelangelo, Tiziano, Dürer, Cranach e altri importanti artisti, propone un confronto tra i protagonisti del Rinascimento italiano e nord-europeo, in particolare fiammingo, per indagare costanti e varianti di gusto e stile. 

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MATISSE
il mondo in una stanza

 

 Per la prima volta senza semplificazioni, la mostra affronta una questione centrale e a lungo sottovalutata: come l’arte africana, islamica, russa, del Pacifico e cinese abbiano plasmato dall’interno il linguaggio di Matisse, ridefinendo i confini stessi del modernismo occidentale.

Il percorso si articola in otto sezioni – ciascuna delle quali analizza un tema chiave nell’evoluzione della sua ricerca – e riunisce circa 100 opere tra dipinti, lavori su carta e sculture provenienti da prestigiosi istituti internazionali

Un focus specifico è dedicato ai progetti decorativi e ai libri d’artista: il dittico monumentale Océanie, le celebri tavole di Jazz, le Poésies di Mallarmé, Pasiphaé di Montherlant, e disegni della Cappella del Rosario a Vence, sintesi finale della ricerca politecnica di Matisse. Il percorso è arricchito da fotografie d’epoca, tra cui scatti inediti realizzati dall’artista stesso in Marocco.

SALVADOR DALì E LA MODA

Un viaggio tra arte e moda, dove immaginazione, identità e desiderio si fondono in un unico linguaggio visivo.

 

Con oltre 200 opere e documenti — dipinti, disegni, fotografie, abiti, filmati, gioielli e oggetti — la mostra Dalí e la Moda esplora il legame tra l’artista catalano e il mondo della moda, rivelando una dimensione meno nota ma straordinariamente fertile della sua ricerca.

Nell'opera di Dalí ricorre un ricco immaginario simbolico legato all’universo fashion: scarpe, abiti, giacche, guanti e gioielli diventano elementi chiave del suo linguaggio surrealista. Protagonista nella creazione di nuovi codici estetici, l'artista ha collaborato con stilisti, fotografi e maison, ridefinendo i confini tra arte e moda e dimostrando una straordinaria capacità di intuire e sfruttare in anticipo le dinamiche di questo mondo. 

ll percorso espositivo spazia dalla pittura alla scultura e al design, dal manichino al corpo, restituendo l'impatto di Dalí sull'immaginario della moda e documentando la tensione costante verso l'innovazione e la libertà creativa che ha guidato tutta la sua ricerca.

I BRUEGHEL. 
Le origini dei generi pittorici in Europa

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In programma dal 29 settembre 2026 al 31 gennaio 2027, la mostra “I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa” accompagna il visitatore in un percorso storico e artistico attraverso oltre 80 opere tra dipinti, disegni e stampe, alla scoperta di una “dinastia” di pittori che contribuì in modo decisivo, nei Paesi Bassi, in Italia e nel resto d’Europa, alla nascita dei futuri ‘generi pittorici’.

 

Dai paesaggi innevati alle burrasche, dalle nature morte alla vita contadina fino alle battaglie, il sistema dei generi pittorici darà forma alla pittura moderna europea così come la conosciamo oggi.

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mostra
ANSELM KIEFER - LE ALCHIMISTE

Le Alchimiste nasce da un progetto avviato nel 2023 e presenta oltre quaranta grandi teleri, concepiti appositamente per dialogare con la drammatica bellezza di questo luogo segnato dal bombardamento del 1943.

Centrale il legame con Milano, città in cui visse la sua giovinezza Caterina Sforza, scienziata e condottiera, autrice di un raro manoscritto con oltre 400 ricette tra medicamenti e formule alchemiche. Accanto a lei, Kiefer convoca una costellazione di figure femminili, note e dimenticate: da Isabella Cortese e Maria la Giudea a Marie Meudrac, Rebecca Vaughan e Mary Anne Atwood. Attraverso la sua pittura materica e simbolica, l’artista restituisce volti e corpi cancellati dalla storia, riconoscendo alle alchimiste un ruolo cruciale nella nascita del pensiero scientifico moderno.

Fin dagli esordi, nei primi anni Settanta, Kiefer indaga i poteri creativi e redentivi delle donne, qui tradotti in un pantheon al femminile che intreccia mito, memoria e rigenerazione.

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